Impariamo a denunciare – Cosa fare contro i maltrattamenti degli animali

Con la legge 189/04 Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamenti degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzatemaltrattare gli animali è diventato un reato in Italia.

Chi per crudeltà o senza necessità, arreca una lesiona a un animale o lo sottopone a sevizie o a comportamenti o ancora a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, rischia la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da cinquemila a trentamila euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale. La legge 189/04 ha anche modificato l’articolo 727 del Codice Penale, che ora tratta separatamente dell’abbandono degli animali e della loro detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura.

Secondo la legge l’animale è un essere vivente capace di soffrire e la norma è diretta verso la sua tutela specifica. La norma, inoltre, considera gli animali in sé: non vi sono quindi, in linea di principio, differenze tra animali d’affezione, domestici o selvatici. Pertanto chi compie un atto di crudeltà nei confronti di qualsiasi animale, o lo uccide per divertimento, compie un reato e può essere punito.

Cosa fare se si è testimoni di un maltrattamento a un animale?

Raccogliere più prove possibili comprese foto, video, documenti, per comprovare il maltrattamento e denunciarlo.

Le associazioni per la tutela degli animali,  come Oipa,  non sostituiscono i servizi pubblici o le Forze di Polizia ma possono intervenire per l’ accertamento e la repressione dei reati contro gli animali d’affezione ed affiancare il cittadino per aiutarlo nel segnalare un caso di maltrattamento.

Nella provincia di Pistoia è attivo, da Gennaio 2015,  il nucleo di  Guardie eco-zoofile  volontarie Oipa che offre servizi di intervento nella provincia. Il contatto con loro è sempre consigliato. Per ulteriori informazioni puoi visitare la pagina del sito con i recapiti delle  Guardie eco-zoofile  volontarie Oipa di Pistoia.

Una volta certi che ci troviamo di fronte a un caso di maltrattamento di un cane o di un gatto o di altro animale è nostro diritto (ma anche dovere) intervenire, segnalando quanto abbiamo visto alle forze dell’ordine.Vediamo come fare concretamente:

Per denunciare reati  contro gli animali, ci si può rivolgere indifferentemente a Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale, Polizie locali (Municipali-Provinciali) chiamando il centralino di Comune o Provincia, Guardia-parco, Guardie eco-zoofile giurate. Anche i veterinari delle Aziende USL e degli uffici del Ministero della Sanità svolgono questa funzione.

Contro un reato (di qualsiasi natura) , si può procedere in diversi modi presentando agli organi competenti:

  1. UN ESPOSTO: richiesta di intervento, di controllo da parte degli organi di Polizia Giudiziaria (Vigili, Carabinieri, Polizia, Corpo Forestale…) per mediare dissidi privati tra le parti in contesa. Si attua mediante l’esposizione dei fatti in cui si è stati coinvolti, esposizione che può essere presentata sia da entrambi le parti coinvolte, sia da una sola di esse. Con l’esposto si richiede un intervento immediato, o comunque un’indagine: l’autore dell’esposto si limita a segnalare il fatto, poi la polizia decide che tipo di misure prendere – se indagare, se applicare una multa, o se esistano addirittura i presupposti per un reato passabile di querela, o di denuncia.
  2. UNA QUERELA: dichiarazione da parte di chi si considera parte lesa quale vittima di un reato non perseguibile d’ufficio (detto anche “reato perseguibile a querela” *) e vuole che si proceda in merito ad esso, cioè si chiede alle autorità competenti di aprire un procedimento penale. Si querela, infatti, per i reati definiti “minori” (per es., diffamazione, ingiuria, invasione di terreni o edifici…) e, in senso lato, “opinabili”. Querelare NON vuol dire che si ha/avrà ragione, ma che si chiede all’autorità giudiziaria di intervenire in una questione che a nostro avviso lede i nostri diritti perché sia poi l’autorità stessa a decidere in tal senso SE abbiamo ragione o meno.
  3. UNA DENUNCIA: può essere effettuata da chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d’ufficio * (per es., violenza domestica, minaccia di morte o mediante armi, clandestinità, lesioni personali, omicidio, etc..) perché è il mezzo con cui un privato mette a conoscenza la polizia Giudiziaria, o il pubblico ministero, della commissione di un reato che per sua natura farà aprire delle indagini anche in assenza al momento di “colpevoli”. La denuncia consiste anch’essa, in termini formali, in un’esposizione di fatti di cui si è stati testimoni.

 

Noi pensiamo che gli animali siano esseri senza morale, ma pensate che gli animali ci considerano esseri morali?
Un animale che sapeva parlare disse: l’umanità è un pregiudizio del quale noi animali, almeno, non soffriamo.

Friedrich Wilhelm Nietzsche – Genealogia della morale

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